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María Zambrano

There’s a popular saying in the world of web design and creation: Content is king. That’s because no matter how good your. Far far away, behind the word mountains, far from the countries Lookalike and Consonant, the live blind text. Separated they live in Bookmarks grove right at the coast of the Semantics, a large language ocean. An small river named Auden flows by their place and supplies it with the necessary regalia. It paradigmatic option country, in which roasted parts of sentences fly into your mouth. Even the all-powerful Pointing has control about the blind texts it is an almost orthographic life One day however a small line.

  • Impenetrable foliage of my trees, and but a few stray gleams.
  • A wonderful serenity has taken possession of my entire soul.
  • I should be incapable of drawing a single stroke at the present moment.

Far far away, behind the word mountains, far from the countries Lookalike and Consonant, the live blind text. Separated they live in Bookmarks grove right at the coast of the Semantics, a large language ocean. An small river named Auden flows by their place and supplies it with the necessary regalia. It paradigmatic option country, in which roasted parts of sentences fly into your mouth. Even the all-powerful Pointing has control about the blind texts it is an almost orthographic life One day however a small line.

La verità arriva, ci viene incontro come l’amore»

María Zambrano

Il murale di María Zambrano

di Isabella Tomassetti

María Zambrano (Vélez-Malaga 1904 – Madrid 1991) è una delle intellettuali più affascinanti del
Novecento: allieva di José Ortega y Gasset e fra le prime donne spagnole a laurearsi in Filosofia,
esule dal 1939 al 1984, soggiornò in Francia, Messico, Cuba, Porto Rico, Italia e Svizzera, prima di
rientrare definitivamente in Spagna. La portata rivoluzionaria del pensiero di María Zambrano
risiede nella razón poética (ragione poetica), una ragione mediatrice che si contrappone alla ragione
violenta e autoritaria dei sistemi filosofici occidentali per promuovere un connubio fra la
dimensione intellettuale e quella viscerale, l’astrazione e la concretezza, l’anima e il corpo.
La creazione di un murale dedicato a María Zambrano presso l’edificio “Marco Polo” si carica di un
valore aggiunto in quanto la filosofa risiedette a Roma fra il 1953 e il 1964, intessendo rapporti di
amicizia e sodalizi intellettuali con alcune importanti figure del panorama culturale italiano come
Alberto Moravia, Cristina Campo, Elémire Zolla, Elena Croce. Zambrano amò la città, ne scoprì i
luoghi più reconditi, le dedicò alcuni saggi memorabili.

Stefania Marchetto, l’artista che ha realizzato il suggestivo murale, si è ispirata a una delle opere più
emblematiche di María Zambrano, Claros del bosque (Radure del bosco, che ricordano i Sentieri
interrotti di Heidegger): in questo saggio la filosofa ci parla del risveglio dell’anima e del suo
incamminarsi per boschi oscuri, dove l’angoscia la opprime fino a quando non le appare la
rivelazione della radura, un fascio di luce che si insinua fra i tronchi degli alberi e che nel pensiero
zambraniano è simbolo della scoperta repentina, del sapere fulmineo, possibile solo grazie alla
ragione poetica: il verde scuro del bosco che campeggia nel murale lascia spazio dunque a un
bagliore di luce che preannuncia la rivelazione. Il pensiero per la Zambrano è una forma di
osservazione, un esercizio di umiltà, l’azione di un logos materno e accogliente. La parola è
innanzitutto parola poetica, umile e povera: una parola che si offre come strumento per captare il
mistero dell’esistenza. Proprio per questo motivo la prosa della Zambrano è una prosa lirica,
evocativa, enfatica, polisemica, densa di metafore e simboli. Ed è proprio per questo (e per la sua
intensa attività di esegeta di testi letterari) che la Zambrano è stata oggetto di grande attenzione da
parte di letterati e filologi.

Il brano che abbiamo scelto di riportare sul murale è tratto proprio da
Claros del bosque e si trova all’interno di una sezione intitolata: La presencia de la verdad (La
presenza della verità): «La verdad llega, viene a nuestro encuentro como el amor» («La verità
arriva, ci viene incontro come l’amore»). In questo passo Zambrano riflette sulle nozioni di realtà e
verità e conferisce alla verità una natura primordiale, originaria, che accompagna gli esseri umani
senza che questi se ne rendano conto, almeno fintanto che non la scoprono e si lasciano guidare da
essa. La verità, insomma, è quella che nasce dal sapere dell’anima e, appunto, ci viene incontro
come l’amore.

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